Anno: 2019

Il Tartufo Bianco d’Alba sposa il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP

Un matrimonio celebrato alla Fiera Internazionale dedicata al Tartufo Bianco d’Alba, dove il Consorzio di Tutela della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese sarà presente con un diverso produttore ogni week end di ottobre e novembre. Apertura eccezionale venerdì 1 novembre in occasione della festività dedicata a Ognissanti e ben 3 workshop dedicati all’unica DOP italiana del riso.

Official Rice Partner, un orgoglio e un impegno che il Riso di Baraggia, unica DOP italiana del riso, assolverà per tutta la durata della Fiera. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è una delle principali vetrine dell’alta gastronomia e delle eccellenze italiane.

Cuore della Fiera, ogni sabato e domenica di ottobre e novembre è il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. Sono 7 i produttori provenienti dalla Baraggia, territorio piemontese compreso tra le province di Bielle a Vercelli, che si alterneranno quest’autunno per promuovere il marchio DOP. 

Oltre alla presenza dello stand, sono previsti 3 workshop dedicati alla scoperta delle caratteristiche e delle proprietà di questa pregiatissima Denominazione di Origine Protetta: sabato 26 ottobre, venerdì 1 novembre e sabato 23 novembre.

Il workshop si concluderà con una degustazione di riso a cura dello chef Luciano Tona.

Attribuito dall’Unione Europea, è in assoluto quello che impone le norme più stringenti e tutela più di tutti il consumatore. In particolare il marchio DOP certifica il luogo di origine del prodotto, identificando un particolare ambiente geografico che conferisce al prodotto determinate qualità e caratteristiche. Tutte le fasi di produzione del riso devono avvenire in Baraggia, dalla coltivazione fino al confezionamento, per garantire la tracciabilità e il legame con il territorio, valori irrinunciabili della DOP. Ecco perché il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP è molto più di un riso Made in Italy…. è Made in Baraggia! 

Sul sito dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba trovate tutte le informazioni necessarie per visitare la manifestazione. Potete prenotare il vostro posto al workshop sul riso DOP cliccando qui: WORKSHOP RISO DI BARAGGIA.

 

Ci vediamo ad Alba!

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risotto kefir piselli menta

Risotto con kefir e crema di piselli alla menta

Preparato con riso S. Andrea di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, un’eccellenza unica del territorio. Grazie al buon rilascio di amido in cottura, i risotti diventano cremosi senza aggiungere grassi. Ecco una versione con kefir e crema di piselli alla menta per gli amanti del benessere.

Ingredienti per 2 persone:

  • 160 gr di riso S. Andrea di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • 100 gr di piselli surgelati
  • 2 cucchiai di kefir
  • 1 rametto di menta
  • olio extravergine di oliva
  • fiori secchi edibili
  • 1 cubetto di ghiaccio
  • sale
  • pepe

Preparazione

Mettete i piselli in una padella con un filo d’olio, aggiungete un po’ di acqua e lasciate cuocere per 5 minuti, aggiungendo un pizzico di sale. Mettete i piselli in un bicchiere da mixer con un cubetto di ghiaccio e 4 foglie di menta, quindi frullate fino ad ottenere una crema liscia e omogenea.

In un’altra pentola fate tostare il riso S. Andrea di Baraggia Biellese e Vercellese DOP con due cucchiai di olio, aggiungete un pizzico di sale e un po’ di pepe macinato al momento, quindi bagnate con dell’acqua calda e mescolate. Fate cuocere il riso solo con acqua per 12 minuti, mescolando continuamente per favorire il rilascio dell’amido. A cottura ultimata, aggiungete la crema di piselli e menta per mantecare a fuoco spento. Lasciate riposare il risotto in pentola per 2 minuti e impiattatelo, aggiungendo un cucchiaio di kefir e decorando con fiori secchi edibili.

Ricetta di Valentina Masotti, dal blog Ricette e Racconti di Riso

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Risotto alla Toma Piemontese e rapanelli

Il classico riso Carnaroli del Baraggia è garanzia di autenticità della cultivar: regolata dal disciplinare della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, la coltivazione in questo territorio avviene partendo da semente certificata. Solo vero Carnaroli per un risotto tutto italiano.

Anche il formaggio Toma Piemontese è stato insignito della DOP, denominazione di origine protetta, che garantisce la produzione piemontese, ma anche metodi di lavorazione che rendono questo formaggio unico al mondo.

Il “Consorzio di Tutela Formaggio Toma Piemonte DOP ” garantisce la produzione con latte di vacca, in un territorio delimitato dal disciplinare tra vallate, monti e pianura, tra le province di Cuneo, Torino, Biella, Novara, Verbania, Vercelli e in alcuni comuni previsti dal Disciplinare di Produzione appartenenti alle province di Asti e Alessandria. Le caratteristiche organolettiche sono quelle di un formaggio semicotto a pasta morbida, la cui stagionatura è compresa tra 20 e 45 giorni, a seconda del formato (pezzatura piccola o grande).

Di colore giallo paglierino, il sapore è dolce e gradevole, con una nota più intensa e aromatica con il prolungarsi della stagionatura. Sia il sapore sia la consistenza della pasta, rendono la Toma Piemontese DOP ideale per mantecare e ed esaltare risotti della tradizione. In questa ricetta abbiamo inserito una nota di freschezza e croccantezza conferita dal rapanello.

Risotto con Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, Toma Piemontese DOP e rapanelli.

Ingredienti per 2 persone

  • 160 gr di riso Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • 100 gr di Toma Piemontese DOP
  • 2 rapanelli
  • Vino bianco Erbaluce di Caluso
  • Brodo vegetale
  • Olio extravergine di oliva
  • Rosmarino
  • Salvia
  • Pepe nero in grani
  • Sale

Preparazione

In una pentola scaldate un filo di olio extravergine di oliva, fate tostare il riso, aggiungete il sale e una macinata di pepe e sfumate con l’Erbaluce di Caluso, facendo consumare completamente il vino. Aggiungete il brodo vegetale caldo e fate cuocere per 15/16 minuti, mescolando e aggiungendo il brodo all’occorrenza. Nel frattempo mondate e affettate sottilmente i rapanelli e tagliate la Toma a cubetti. Aggiungete un pizzico di sale e una macinata di pepe. Quando il risotto è cotto, mantecate con alcuni pezzi di Toma Piemontese, impiattate e decorate con le fettine di rapanello, i restanti cubetti di formaggio, delle foglioline di salvia e rosmarino.

Autore: Riccardo Coccorullo

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Carnaroli di Baraggia DOP e porri di Cervere, mantecato con Robiola di Roccaverano

Il Piemonte è una terra di sapori unici e di eccellenze storiche.

Il riso di Baraggia Biellese e Vercellese è l’unica DOP italiana del riso perché è un prodotto dalle caratteristiche qualitative e nutrizionali del tutto particolari.

In cucina il riso di Baraggia si distingue per la maggior resistenza alla cottura e per la spiccata attitudine ad assorbire i sapori e i condimenti, caratteristiche qualitative uniche e di eccellenza che derivano dal terroir di Baraggia. Il riso cresce in un ambiente protetto, immerso tra le riserve naturali delimitate dalla Regione Piemonte, irrigato tramite canalizzazione dai corsi d’acqua che scendono direttamente da Alpi e Prealpi.

Il Consorzio di Tutela della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese fa parte di Assopiemonte DOC & IGP, associazione a cui aderiscono i sei Consorzi di Tutela dei formaggi a Denominazione di Origine Protetta esclusivamente prodotti in Piemonte (Bra, Castelmagno, Murazzano, Raschera, Robiola di Roccaverano e Toma Piemontese) e il Crudo Cuneo dop; solo eccellenze che bene si integrano nel panorama della tradizione culturale e gastronomica del Piemonte.

Per esaltare al meglio le caratteristiche del nostro riso, abbiamo pensato ad una ricetta che unisca i sapori del Piemonte in un piatto della tradizione: il risotto.

Carnaroli è una delle sette varietà che fanno parte della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, ideale per il risotto grazie al chicco grande, consistente e perlato.

In questa ricetta la cipolla è sostituita dal porro di Cervere, in provincia di Cuneo, coltivato in terreni limosi, sabbiosi e calcarei. Più dolce e digeribile rispetto agli altri tipi di porro, dona sapore al risotto senza appesantire il piatto. Per sfumare abbiamo selezionato un vino bianco piemontese DOCG, l’Erbaluce di Caluso, che nasce dalle uve coltivate nel canavese, in una zona circoscritta a nord di Torino, dove questo vitigno dove ha trovato la sua culla d’elezione.

Infine la mantecatura, fase irrinunciabile per ottenere risotti cremosi, eseguita con una Robiola di Roccaverano DOP, formaggio a pasta morbida, a latte 100% caprino oppure caprino/bovino, realizzato artigianalmente nel territorio situato nelle colline intorno al paese dell’astigiano da cui deriva il nome.

Ecco la ricetta!

Riso Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP con porro di Cervere, Robiola di Roccaverano ed Erbaluce di Caluso.

Ingredienti per 2 persone

  • 160 gr di riso Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • 100 gr di Robiola di di Roccaverano
  • 1 porro di Cervere
  • Vino bianco Erbaluce di Caluso
  • Brodo vegetale
  • Olio extravergine di oliva
  • Pepe nero in grani
  • Sale

Preparazione

In una pentola scaldate un filo di olio extravergine di oliva, fate tostare il riso, aggiungete il sale e una macinata di pepe e sfumate con l’Erbaluce di Caluso, facendo consumare completamente il vino. Aggiungete il brodo vegetale caldo e fate cuocere per 15/16 minuti, mescolando e aggiungendo il brodo all’occorrenza. Nel frattempo mondate e affettate il porro di Cervere, quindi fatelo saltare in padella per pochi minuti con dell’olio extravergine di oliva. Aggiungete un pizzico di sale e una macinata di pepe. Quando il risotto è cotto, mantecate con la Robiola di Roccaverano a fuoco spento, impiattate e terminate con l’aggiunta del porro salato in padella.

Autore: Riccardo Coccorullo

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Pranzo di Pasqua con riso Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP

Un’insalata di riso con uova di quaglia e verdure fresche, ottima anche per il pic-nic di Pasquetta.

Il riso Carnaroli ha un’ottima tenuta di cottura e chicchi consistenti, dall’anima croccante, che restano ben staccati tra loro, mai appiccicosi. Nelle terre di Baraggia nasce l’unico riso DOP italiano, coltivato nella zona più a nord della penisola, dove le escursioni termiche e il clima più rigido conferiscono al riso caratteristiche particolari. Chicchi leggermente più piccoli rispetto allo standard della cultivar, produzioni un po’ inferiori, ma una maggiore consistenza che rende il riso di Baraggia un’eccellenza agroalimentare.

Per questa occasione abbiamo pensato di proporre un’insalata semplice gustosa, guarnita con verdure verdi di stagione e impreziosita dalle uova di quaglia, che ricordano la Pasqua per tradizione.

Ecco la ricetta dal blog Ricette e Racconti di Riso!

Insalata di riso Carnaroli con uova di quaglia e verdure fresche.

Ingredienti per 4 persone

  • 320 gr di riso Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • 1 foglia di alloro
  • 1 rametto di finocchietto
  • 8 asparagi
  • 50 gr di piselli
  • 4 ciuffetti di songino
  • mirtilli neri e rossi essiccati
  • fiori di glicine
  • 12 uova di quaglia
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Preparazione

Fate cuocere il riso Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP in abbondante acqua salata per 15 minuti con una foglia di alloro, quindi scolate e lasciate raffreddare. Fate lessare le uova di quaglia per 5 minuti, raffreddatele velocemente in acqua fredda e pelatele. Mondate gli asparagi, eliminate circa metà del gambo e, con l’aiuto di un pelapatate, rifinite la parte restante del gambo. Fate lessare gli asparagi in una pentola alta e stretta, cercando di tenere le punte fuori dall’acqua e tenendo il coperchio sulla pentola. Dopo 7 minuti, scolateli e fateli raffreddare, quindi tagliate ogni asparago a metà longitudinalmente. Impiattate il riso e aggiungete gli asparagi, il finocchietto, i piselli (crudi o se preferite leggermente scottati), le foglie di songino, i mirtilli essiccati e le uova di quaglia tagliate a metà. Decorate con dei fiori edibili di glicine, condite con un filo di olio extravergine di oliva, regolate di sale e servite.

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risotto gastronomix riso baraggia

Risotto S. Andrea di Baraggia DOP per Gastronomix Collisioni

Preparato con fonduta di toma piemontese, coniglio all’Erbaluce di Caluso ed erbe aromatiche dallo chef Cristiano Gramegna di Osteria Rosso di Sera, Castelletto Ticino, Novara.

 
Cristiano Gramegna, Ian D'Agata

Lo chef Cristiano Gramegna con Ian D’Agata al Castello di Buronzo in occasione del festival Gastronomix di Collisioni

 
Solo eccellenze del territorio piemontese in questo risotto presentato in occasione di Gastronomix, il festival ideato da Collisioni per promuovere all’estero il territorio compreso tra Astigiano, Baraggia e Canavese. Una ventina i giornalisti e gli chef internazionali che hanno preso parte a questo progetto e che hanno potuto apprezzare le peculiarità del riso di Baraggia DOP durante la masterclass organizzata dai Sommelier del Riso al Castello di Buronzo, seguito da un memorabile pranzo curato da HB Catering.
 
Oggi riportiamo la ricetta dello chef Cristiano Gramegna, pensata con la toma piemontese DOP e l’Erbaluce di Caluso DOCG.
 
 

Risotto S. Andrea di Baraggia DOP con fonduta di toma piemontese, coniglio all’Erbaluce di Caluso ed erbe aromatiche

Ingredienti per 6 persone:
  • 420 grammi di riso S. Andrea di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • 800 grammi coniglio con osso
  • 3 gambi di sedano
  • 3 carote
  • 1 cipolla
  • 1 cipollotto fresco
  • 200 gr di toma piemontese DOP
  • olio extravergine di oliva
  • pane raffermo
  • mix di erbe aromatiche (dragoncello, maggiorana, timo e aneto)
  • Erbaluce di Caluso DOCG
  • una noce di burro

Preparazione

Preparare il ragù coniglio. Disossate e tritate il coniglio, quindi fate tostare le ossa in forno. Preparate il brodo di cottura del riso, mettendo in una pentola due gambi di sedano, due carote e una cipolla, aggiungete le ossa tostate e coprite con tre litri di acqua, portando ad ebollizione e poi facendo cuocere a fuoco moderato per un’ora.
Con la carne tritata del coniglio preparate il ragù. Tagliate a brunoise un cipollotto, una carota, un gambo di sedano e fateli tostare in una padella con due cucchiai di olio, aggiungendo sale e pepe e sfumando abbondantemente con l’Erbaluce di Caluso.
Lasciate cuocere il ragù per un’ora abbondante.
Tagliate la toma a dadini molto piccoli e mettetela da parte: la useremo per la mantecatura del risotto.
Preparate un crumble di erbe aromatiche, facendo tostare il pane tagliato a cubetti in forno.
Prendete un mazzetto di dragoncello, maggiorana, timo e aneto. Frullate le erbe e aggiungete una manciata di pane tostato, fino ad ottenere una polvere verde aromatica, fine ed omogenea. Allargatela quindi su una placchetta e cercate di asciugarla con carta assorbente.
Preparate il risotto. In una pentola fate tostare il riso per tre minuti a secco, aggiungete sale e pepe, quindi il brodo caldo un po’ alla volta. Portatelo a cottura e mantecatelo a fuoco spento con i cubetti di toma e una noce di burro (in totale dalla tostatura alla matecatura non devono passare più di 16 minuti). Impiattate il risotto e aggiungete sopra il ragù di coniglio e una spolverata di erbe aromatiche.
 
 
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Risotto mimosa per la festa della donna

Una rivisitazione del risotto mimosa impreziosito da fiori eduli, servito con una tartare di tonno e spolverato con il caffè.

Una ricetta pensata e realizzata da Gerardo De Santo, del blog Cucinando e Risottando, con il riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP. La varietà di riso che Gerardo ha scelto per questa ricetta è un S. Andrea, storico riso della Baraggia dal chicco consistente. Un riso che grazie alla sua naturale capacità di rilasciare amido garantisce risotti cremosi e ben mantecati.

Ecco la ricetta!

Risotto allo zafferano con tartare di tonno al cedro e polvere di caffè, con riso S. Andrea di Baraggia DOP

Ingredienti per 2 persone

  • 180 g di Riso Sant’Andrea di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • 1,5 l di brodo vegetale
  • 30 ml di vino bianco
  • 2 g di pistilli di zafferano di Triora
  • 150 g di filetto di tonno rosso
  • 1 cedro
  • Polvere di caffè tostato q.b.
  • 40 g Parmigiano circa 27-30 mesi q.b.
  • 20 g Burro di ottima qualità preferibilmente molto freddo (mettere in freezer almeno 1 oretta)
  • Olio extravergine di oliva
  • sale e pepe q.b.

Preparazione

Prepariamo la tartare di tonno, tagliandolo a dadini ed effettuando la marinatura con una spruzzata di cedro
spremuto e sue scorzette, olio extravergine di oliva, sale e pepe. Con un coppa-pasta di 6 cm di diametro creiamo 2 torrette e lasciamo marinare in frigo per 15 minuti almeno.
Prendiamo i pistilli di zafferano e li immergiamo in poca acqua tiepida.

Ci dedichiamo al riso, facendo scaldare a fiamma alta la casseruola e iniziando a tostare il riso a
secco.  Sfumiamo col vino (sempre a fiamma sostenuta) e facciamo evaporare la parte alcolica. Aggiugnamo il brodo vegetale caldo e lasciamo cuocere mescolando per circa 14-15 minuti, aggiungendo lo zafferano a metà cottura.

In una padella facciamo tostare la polvere di caffè per un paio di minuti.

Quando il risotto è cotto, mantechiamo fuori dal fuoco con il burro freddo e il parmigiano grattugiato e facciamo riposare 2 minuti con il coperchio.

Impiattiamo il risotto in piatto piano, battendo poi con il palmo della mano per farlo stendere in modo più uniforme, ci adagiamo la torretta di tartare di tonno e cospargiamo intorno con la polvere di caffè tostato. Aggiungiamo fiori eduli per decorare.

Creato da Gerardo De Santo.

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Risotto ai funghi con quenelles al formaggio e tartufo nero

La vincitrice del Rice Contest di San Valentino è la food blogger padovana Gabriella, autrice del blog “In cucina con mamma Agnese“, che ha saputo abbinare i sapori della tradizione con una romantica decorazione.

Impreziosita da petali di fiori edibili e piccole foglie di menta, che conferiscono freschezza e aroma al piatto, il risotto ai funghi con crema di chiodini al formaggio e tartufo è semplice da preparare, se seguite con attenzione tutti i passaggi.

Complimenti Gabriella, grazie di cuore per aver partecipato! E adesso… la ricetta.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 Carota
  • 1 Cipolla bianca media
  • 2 gambi di Sedano
    380 g di Riso Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • 300 g di funghi champignon
  • 300 g di funghi chiodini
  • 200 g di caciocavallo
  • Burro per la mantecatura
  • Olio extravergine di oliva bio
  • 10 pinoli tostati
  • 1 spicchio di aglio
  • Menta
  • Fiori di rosmarino
  • Tartufo nero dei Colli

Preparazione

Preparate il brodo vegetale facendo bollire per un’oretta sedano, carota e cipolla, partendo da acqua fredda.
Mettete in ammollo i funghi per almeno dieci minuti, puliteli bene, dividendoli per varietà, visto che avranno bisogno di due tipi di cottura diverse.
Fate bollire i chiodini per una decina di minuti in acqua bollente leggermente salata.  Asciugate i funghi champignon e fateli saltare in una padella alta con 4 cucchiai di olio extravergine di oliva e uno spicchio di aglio, quindi unite  i chiodini sbollentati. Fate cuocere i funghi per circa 40 minuti con il coperchio a fuoco moderato.
Prima di procedere, tenete da parte un po’ di chiodini, quelli più piccoli e compatti, che serviranno per l’impiattamento finale. Frullate al mixer il resto dei funghi, quindi tenetene da parte metà per la preparazione del risotto e un’altra metà per la preparazione delle quenelles al formaggio e tartufo nero.
Dal brodo prendere la cipolla, scolatela e tagliatela a fettine sottili, mettetela nella casseruola per la cottura del riso insieme a 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, sfaldatela per bene, unite il riso e fatelo tostare, sfumate con il vino e lasciate evaporare. Unite i funghi frullati e fateli amalgamare al riso, girando con un mestolo di legno. Iniziate la cottura unendo il brodo caldo e portatelo a cottura.
Preparate le quenelles mescolando i funghi con del formaggio caciocavallo grattugiato e il tartufo nero.
Grattugiare grossolanamente il Caciocavallo, una parte servirà per la mantecatura, l’altra per le chenelle.
Spegnete il risotto al dente e mantecate con il burro e il caciocavallo, lasciate riposare qualche minuto con il coperchio e infine impiattate, decorando con le quenelles di funghi, fiori edibili e qualche foglia di menta.
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Gastronomix, il Festival Agrifood nato da Collisioni, arriva in Baraggia

Questa mattina, al palazzo Civico di Asti e alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Giorgio Ferrero, si è tenuta conferenza stampa di GASTRONOMIX Canavese e Monferrato Wine&Food.

Iniziativa del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato  e Consorzio di Tutela Vini Caluso, Carema e Canavese, con la collaborazione del Consorzio di Tutela della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, Gastronomix nasce dal Progetto Wine & Food di Collisioni, il festival agrirock che ogni anno a luglio richiama decine di migliaia di persone nelle Langhe. 

13 febbraio 2019 Asti Municipio presentazione Gastronomix – fotografia di Vittorio Ubertone –
Sapori del Piemonte blog

 

Un festival enogastronomico a cavallo tra le colline del Canavese, le risaie dop della Baraggia, tra Vercelli e Biella, e il Monferrato, con chef stellati ed emergenti da tutta Europa, ma anche sommelier del vino e del riso, vini doc e docg ed eccellenze agroalimentari dop come il Riso di Baraggia.

Gastronomix si svolgerà dal 18 al 23 febbraio tra Ivrea (Torino) e Costigliole d’Asti, con una tappa al Castello di Buronzo prevista per martedì 19 febbraio, nel cuore della Baraggia, con la Master Class dei Sommelier del Riso di AcquaVerdeRiso e il viaggio stampa alla scoperta del territorio, con tappa all’invaso dell’Ingagna di Mongrando, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese.


Durante la 3 giorni non si parlerà solo di vino, ma anche di eccellenze gastronomiche del territorio, per creare vere e proprie “collisioni” culinarie tra chef piemontesi e chef provenienti da tutta Europa, in particolare dal Nord Europa, che pochi giorni fa hanno monopolizzato il podio dell’ultima edizione del Bocuse d’Or.

A guidare ‘Gastronomix’ sarà Ian D’Agata, direttore creativo del Progetto Wine & Food di Collisioni. Tra gli chef molti scandinavi: sono attesi Christopher Haatuft, chef norvegese fondatore della cucina neo-fioridca, la pluripremiata inglese Marianne Lumb, il danese Jeppe Foldager, medaglia d’argento al Bocuse d’Or del 2013, il vincitore del premio Chef of the year Karl Ljung. 

 

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San Valentino Rice Contest

C’è chi dice che l’ingrediente segreto da mettere in un piatto sia l’amore… noi pensiamo che sia il riso! Se volete provare con entrambi, non potete perdervi questo Rice Contest dedicato alle migliori ricette di San Valentino.

Ecco cosa dovete fare per partecipare al Rice Contest di San Valentino:

  • Realizzate una ricetta di San Valentino con il riso di Baraggia DOP
  • Pubblicatela sul vostro blog, se ne possedete uno, o direttamente sui vostri account social Facebook e Instagram.
  • Utilizzate l’hashtag #RisoBaraggia
  • Taggate la Pagina Facebook www.facebook.com/risobaraggia e inviateci il post anche con messaggio in privato (per essere sicuri che ci arrivi la segnalazione del post).
  • Taggate l’account Instagram @risobaraggia e ricordatevi l’hashtag #RisoBaraggia

Il termine di realizzazione della ricetta è il 12 Febbraio.

Il giorno seguente selezioneremo la ricetta migliore e la pubblicheremo sul nostro sito e sui relativi account social, per condividerla proprio nel giorno di San Valentino.

Il vincitore riceverà inoltre un premio “di riso”, un omaggio offerto dal Consorzio di Tutela della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese.

Aspettiamo le vostre ricette!

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