Autore: Risobaraggia

arancini di gamberi

Arancini di riso ai gamberi, con pepe e rosa e scorza di arancia

Una sfiziosità per il menù delle Feste, ottimo per una aperitivo o un antipasto, abbinato ad un fresco calice di bollicine rosè.

Gianluca Boda, chef del ristorante La Rada di Lignana, Vercelli,  ci insegna a prepararli con una piccola accortezza: scegliere un riso che tenga bene la cottura, visto il doppio passaggio da risotto a fritto,  e che rilascia naturalmente molto amido per legare gli arancini. Il riso perfetto è il S. Andrea di Baraggia Dop, che racchiude tutte queste caratteristiche.

Arancini di Riso “Sant’Andrea  di Baraggia DOP”, con gamberi, pepe rosa e scorza d’arancia

Ingredienti per 4 persone

  • 300 gr di riso Sant’Andrea  di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • 300 gr di gamberi interi da pulire
  • 1 arancia
  • 2 rametti di timo 
  • 1 cucchiaino da caffè di prezzemolo tritato 
  • 1 carota
  • 2 gambi di sedano 
  • 1 cipolla 
  • 1 scalogno 
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro 
  • 3 uova
  • 1 cucchiaio raso di pepe rosa
  • sale qb
  • farina 00 qb
  • pane grattugiato qb
  • 1 lt di olio d’arachidi 1

Preparazione

Prepariamo un brodo di crostacei utilizzando sedano, carota, cipolla, concentrato di pomodoro e gli scarti dei crostacei (teste e carapaci). Una volta ultimato il brodo, lo frulliamo e lo filtriamo con un colino. Per queste quantità, avremo bisogno di circa 0,8 litri di brodo salato. Successivamente andremo a cuocere il riso. Prima di tutto tostiamo il riso con un po’ di scalogno tritato, il pepe rosa  e l’olio extravergine d’oliva. Una volta tostato, versiamo direttamente sul riso l’intera quantità di brodo e portiamo a cottura, girando di tanto in tanto, per circa 15 minuti (questo metodo di cottura ci permetterà di estrarre maggior amido dal riso, che ci servirà per una buona riuscita della ricetta).

A metà cottura aggiungiamo i gamberi, precedentemente puliti e tritati grossolanamente, insieme al timo, il prezzemolo e la scorza di mezza arancia grattugiata.

Ultimata la cottura, aggiungiamo il burro, mantechiamo e stendiamo il riso su di una teglia avendo cura di coprirlo con della pellicola alimentare a contatto e lasciamo raffreddare.

Quando il riso sarà completamente raffreddato, andiamo a formare delle sfere, che passeremo poi nella farina, l’uovo sbattuto e per ultimo il pangrattato.

Lasciamo riposare gli arancini in frigo per una mezz’oretta e passare poi alla frittura in olio di arachide a 170°.

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Risotto Carnaroli di Baraggia DOP al whisky con porcini secchi, pinoli e Bitto  

L’inverno è alle porte e cosa c’è di meglio di un buon risotto per riscaldarsi?

Ancora Gerardo De Santo, foodblogger e appassionato di riso, ai fornelli questa volta con un riso Carnaroli, sempre DOP Baraggia!

Risotto Carnaroli di Baraggia DOP al whisky con porcini secchi, pinoli e Bitto.

INGREDIENTI PER 2 PERSONE

Preparazione liquido di cottura:

  • 1,5 lt di brodo con carote, sedano, cipolla e porcini secchi
  • 10g di sale grosso

Preparazione Riso:

  • 180 gr di Riso Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • 15 gr di polvere porcini secchi
  • 15 gr di porcini secchi
  • 10 gr pinoli
  • 80 gr di formaggio Bitto
  • 20 gr Parmigiano Reggiano circa 24-30 mesi  
  • 30 ml di Whisky torbato (Connemara)  
  • 20 g Burro di qualità (Beppino Occelli o altro) preferibilmente molto freddo (mettere in freezer almeno 1 oretta) 
  • olio extravergine di oliva
  • sale 
  • pepe   

Procedimento:

Iniziamo con la preparazione del brodo vegetale che deve bollire con le verdure e porcini secchi (a piacere) almeno per almeno 30 minuti.

Prendiamo gli altri porcini secchi, li mettiamo in padella per qualche minuto, quindi li frulliamo per ottenere una polvere.

Facciamo tostare i pinoli per 2/3 minuti, mettiamoli da parte, quindi procediamo con la preparazione del riso.

Facciamo scaldare a fiamma alta la pentola, iniziando a tostare il riso a secco.

Sfumiamo col whisky torbato (sempre a fiamma sostenuta) e facciamo evaporare finché non sentiremo quasi più la nota alcolica. Continuiamo bagnando il riso con il brodo, portando la fiamma da alta a media, ed aggiungendo brodo poco alla volta. Facciamo cuocere per 11 minuti, aggiungiamo i porcini rosolati e portiamo a cottura per altri 5 minuti. A fuoco spento, mantechiamo con il burro freddo e il Bitto, lasciando riposare per 2 minuti con il coperchio. Prima di servire,  riprendiamo la mantecatura, aggiungendo se necessario ancora un pochino di brodo caldo.

Raggiunta la consistenza desiderata impiattiamo, battendo col palmo della mano sotto il piatto per farlo stendere in modo più uniforme, e poi adorniamo con pinoli tostati sparsi ed una striscia di polvere di porcini secchi disposti sopra il risotto in un lato del piatto.

Il tocco dello chef

Durante la preparazione del risotto, giriamo il riso il più possibile in modo che l’amido fuoriesca al meglio per un risultato più cremoso.

Quando mantechiamo, muoviamo la pentola avanti ed indietro in modo da ottenere un movimento del risotto come un’onda.

Creato da

Gerardo De Santo  (Gj Desa)

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Riso S. Andrea di Baraggia DOP ai cachi con formaggio di capra, nocciole e scorza di lime

Dal blog Ricette e Racconti di Riso un risotto che ha tutti i colori e i sapori dell’autunno. Cachi e nocciole provenienti dal Piemonte, oltre ad un formaggio erborinato fatto con latte di capra. L’immancabile riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, in particolare il riso S. Andrea, ottimo nei risotti per la sua capacità di mantecare naturalmente e la perfetta tenuta di cottura.

Risotto ai cachi con formaggio di capra, nocciole del Piemonte e scorza di lime

Ingredienti per 4 persone

  • 320 gr di riso S. Andrea di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • 250 gr di formaggio erborinato di capra
  • 1 caco
  • 10 nocciole del Piemonte IGP
  • vino bianco secco
  • scorza di lime
  • brodo vegetale
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Preparazione

Tostate il riso S. Andrea di Baraggia DOP in una pentola con un filo di olio extravergine di oliva, aggiungete un pizzico di sale e pepe. Sfumate con il vino bianco e fatelo evaporare, quindi aggiungete il brodo caldo. Mescolate ogni tanto e lasciate cuocere per 10 minuti, aggiungendo il brodo quando serve. Preparate la salsa di caco, pelatelo e passatelo con un colino per eliminare i filamenti e le parti solide. Fate addensare la salsa di caco in un pentolino a fiamma viva, aggiungendo un pizzico di sale e di pepe. Quando la salsa di caco sarà cremosa, spegnete il fuoco e tenetela da parte. Tagliate una fetta da 250 gr di formaggio erborinato di capra, quindi togliete la crosta e tagliatelo a dadini. Tritate le nocciole con un coltello. Prelevate una porzione di scorza di lime e tritatela finemente con il coltello. Tornate al vostro risotto e aggiungete il formaggio, fate cuocere per altri 4 minuti (il tempo totale di cottura del riso è di 14 minuti), mescolando continuamente. Lasciate riposare in pentola un minuto e impattiate, aggiungendo sopra al risotto la salsa di caco, le nocciole tritate e la scorza di lime.

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Riso Arborio di Baraggia DOP all’uva fragola, gin e stracchino

Il risotto all’uva fragola, gin e stracchino nasce da un’idea di Barbara Frigerio, autrice del foodblog “BF Divertirsi ai fornelli“. Proprio la passione e il divertimento stanno alla base della sua innata ricerca di nuove ricette, in cui inserire ingredienti di eccellenza italiana. Le abbiamo chiesto perché ha scelto proprio la varietà di riso Arborio per questo risotto ed ecco cosa ci ha risposto:

“Ho usato il riso Arborio perché ha un chicco molto grosso e  durante la cottura il calore penetra prima la parte più esterna , mentre il nucleo che è ricco di amido rimane al dente. La particolarità di questa varietà è che il chicco tende ad assorbire meglio il gusto dei condimenti e rende il risotto ben amalgamato”.

La sua partecipazione a Risò, il Festival del Riso a Vercelli, e la visita nelle meravigliose terre di Baraggia, l’hanno fatta innamorare del nostro riso e questo è il risultato… ai fornelli!

Ecco la ricetta.

Ingredienti per 4 persone

  • 320 gr di riso Arborio di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • 400 gr di uva fragola
  • 750 ml di brodo vegetale
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 bicchierino di gin
  • 1 scalogno
  • 100 gr di stracchino fresco
  • sale q.b.

 

Preparazione

Preparate il brodo vegetale con carota, sedano, patata e zucchina e portatelo ad ebollizione.

Lavate gli acini d’uva sotto l’acqua corrente, lasciatene da parte dodici per decorare i piatti,  usate un passatutto per ottenere il succo d’uva abbastanza consistente.

Recuperate il succo e con l’aiuto di un colino e passate per bene la polpa rimasta nel passatutto. Scaldate l’olio e unite 1 cucchiaio di acqua in una pentola larga, tagliate a pezzettini lo scalogno e fatelo cuocere per alcuni minuti. Aggiungete il riso e lasciatelo tostare,  sfumate con il gin e aggiungete il brodo ogni qualvolta il riso lo richiede.

Dopo 5 minuti di cottura, unite il succo di uva e lasciatelo assorbire. Proseguite la cottura per circa 15 minuti aggiungendo il brodo.

Per mantecare aggiungete 100 gr di stracchino fresco e il burro. Impiattate con l’aiuto di un coppapasta, decorando  con una quenelle di stracchino, tre chicchi d’uva e delle foglioline di rosmarino.

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Riso S. Andrea di Baraggia DOP con zafferano di Navelli e ragu’ di ossobuco

Un classico della tradizione rivisitato in chiave Food Style

Autore: Cristiano Gramegna, Osteria Rosso di Sera, Castelletto Sopra Ticino, Novara

Ingredienti per 4 persone

  • 320 gr di riso S. Andrea di Baraggia DOP
  • brodo vegetale preparato con sedano, carota e cipolla
  • mezza cipolla
  • zafferano in pistilli  
  • Parmigiano grattugiato
  • Olio extravergine di oliva
  • sale  
  • burro

 

Per il ragù di ossobuco

  • 1 ossobuco
  • 1 gambo di sedano
  • 1 carota
  • mezza cipolla
  • mezzo bicchiere di vino rosso
  • sale  

Preparazione

Preparate il ragù di ossobuco, tritando la carne e cuocendola lungamente con un fondo di sedano, carota, cipolla e vino rosso. Preparate il risotto, facendo tostare il riso per 5 minuti in olio e poco scalogno, bagnatelo con il brodo vegetale caldo preparato con sedano, carota, cipolla e pistilli di zafferano. Una volta giunto a cottura, spegnete il fuoco e mantecate con burro e parmigiano. Servite in riso in un piatto e aggiungete il ragù di ossobuco.

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Risotto ai funghi porcini freschi, con Carnaroli di Baraggia DOP

Risotto ai funghi porcini freschi , con Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP dell’Azienda Agricola Musso.

Autore: Gerardo De Santo, del blog Cucinando e Risottando

Ingredienti per 2 persone:

Preparazione liquido di cottura:

  • 1,5 lt lt di brodo con carote, sedano, cipolla e porcini secchi
  • 10g di sale grosso

Preparazione Riso:

  • 180 gr di Riso Carnaroli “Musso” di Baraggia
  • 150 gr di porcini freschi
  • 30 ml di vino bianco  
  • 40 g Parmigiano Reggiano circa 27-30 mesi q.b.
  • 20 g Burro di ottima qualità (Beppino Occelli o altro) preferibilmente molto freddo (mettere in freezer almeno 1 oretta)
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Prezzemolo q.b.  
  • Sale e pepe q.b.
  • Uno spicchio d’aglio  

 

Preparazione

Iniziamo con la preparazione del brodo vegetale che deve bollire con le verdure e porcini secchi (a piacere) almeno per almeno 30 minuti.

Prendiamo un mazzetto di prezzemolo, lo laviamo, asciughiamo e poi sminuzziamo solo le foglie. Prendiamo una ciotola dove aggiungiamo olio extravergine di oliva, sale e pepe ed aggiungiamo il prezzemolo.

Passiamo nel frattempo a pulire i porcini con un panno umido e grattando lo “sporco” delicatamente. Stacchiamo la testa dal gambo, la tagliamo a lamelle, facendo attenzione a non rovinarle, per poi metterne da parte 5 o 6, aromatizzandole con olio al prezzemolo preparato in precedenza; il gambo invece lo tagliamo a dadini.

Prendiamo una padella, mettiamo a scaldare filo d’olio ed uno spicchio d’aglio privato dell’anima, ci immergiamo le lamelle rimaste ed i dadini dei funghi, facciamo tostare 1 minuto poi rosolare per pochi minuti bagnando col brodo vegetale e porcini secchi. Pepare e salare poco e poi tenere in pentola al caldo col coperchio.

Ci dedichiamo al riso, facendo scaldare a fiamma alta la casseruola e iniziando a tostare il riso a secco, saltandolo e sgranandolo con le dita finché i chicchi diventano traslucidi.

Sfumiamo col vino bianco (sempre a fiamma alta) e facciamo evaporare, cioè finché non sarà evaporata completamente la parte alcolica.

Bagniamo il riso col brodo, portando la fiamma da alta a media ed aggiungendo brodo poco alla volta. Cuocere quindi per circa 16 minuti. Girare il riso il più possibile in modo che l’amido fuoriesca al meglio per un risultato più cremoso. A 5 minuti dalla fine aggiungere i porcini rosolati. Assaggiare 1-2 minuti prima che finisca il tempo di cottura previsto in modo da capire a che punto è la cottura del chicco.

A fine cottura, fuori dal fuoco mantechiamo col burro freddo, col parmigiano e facciamo riposare 2 minuti col coperchio; togliamo il coperchio riprendiamo la mantecatura aggiungendo se necessario ancora un pochino di brodo sempre caldo. Muovere possibilmente la padella o casseruola avanti ed indietro in modo da ottenere un movimento del risotto come un’onda .

Impiattiamo, battendo poi con il palmo della mano sotto il piatto per farlo stendere in modo più uniforme, e poi adorniamo con le lamelle a girandola al centro del piatto e cospargendo a piacere o meno con qualche goccia di olio aromatizzato e prezzemolo.

 

 

 

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Biodiversità a tavola, la cultura si fa anche nel piatto

Il Consorzio di Tutela della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese è lieto di presentare:

BIODIVERSITÀ A TAVOLA: la cultura si fa anche nel piatto

Iniziativa compresa nel network Parchi da Gustare della Regione Piemonte e Exporice.

Evento aperto al pubblico-gratuito.
13 Ottobre 2018-Villa Picchetta, Cameri
10.00: Workshop (durante la giornata laboratorio didattico di cucina per bambini)

Programma

Ore 10.00. Workshop (a partire dalle 10.30 laboratorio didattico: in cucina con Emys e stand di degustazione prodotti)

Saluti e introduzione del Presidente dell’Ente: Adriano Fontaneto

“Biodiversità, razze autoctone e prodotti locali”. Prof. Riccardo Fortina Università degli studi di Torino-Facoltà di Agraria.

La marcita e il paesaggio dei prati: biodiversità, erba verde, latte, con proiezione del filmato “Paesaggi di marcita: dalla terra al latte” di Marco Tessaro (realizzati per il Parco del Ticino con il contributo di Regione Lombardia). Agr. Michele Bove, Responsabile Settore Agricoltura del Parco Ticino Regione Lombardia

“La storia di Riso Goio 1929: riso DOP baragge vercellese e biellese”. Emanuele Goio titolare Azienda Agricola GOIO

Riso Venere: il primo riso nero in Europa 1997. Cirio Claudio Az. Agricola Falasco, Casalbeltrame (NO)

L’esperienza del Presidio Slowfood Cipolla Bionda di Cureggio e Fontaneto d’Agogna.

“La patata di Magnano, un’azione di riqualificazione del paesaggio” Dr. Agr. Andrea Polidori, presidente degli agronomi vercellesi e biellesi

Km zero per passione, Raffaella Bisconti, Amm. Delegato Ortofood Srl e Mirtillorto ss.

Strategie di marketing territoriale: la cultura nel piatto nei ristoranti del territorio, Emanuele Gnemmi, Restaurant Management Consulting S.rl.

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Ore 12.00. Laboratori di cucina e show cooking per il piatto del parco. Denominatore comune il RISO prodotto bandiera delle aree protette in gestione

Scuole alberghiere partecipanti

Istituto professionale di Stato “Giuseppe Ravizza- di NOVARA
Istituto professionale di Stato “E. Maggia” di STRESA (VB)
Istituto professionale di Stato “G. Pastore” di GATTINARA E VARALLO SESIA (VC)

Ore 13.00. Il Piatto del Parco – Giudizio e denominazione della Giuria

Ore 13.30. Buffet a base di prodotti del paniere del Parco a cura di Istituto Ravizza

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Risotto alla lavanda alla Locanda del Gallo Storto di Masserano, Biella

La provincia Biellese in cui si coltiva il riso di Baraggia DOP è ricca di storia, ma anche di cultura gastronomica. Qui abbiamo assaggiato uno strepitoso risotto alla lavanda, preparato con riso Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP.

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 gr di riso Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • brodo vegetale
  • 1 pezzetto di cipolla dorata
  • 4 spighe di lavanda
  • olio extravergine di oliva
  • vino bianco
  • 2 cucchiai di mascarpone
  • parmigiano
  • sale

Preparazione

Preparate un soffritto di cipolla con olio extravergine di oliva, fate tostare il riso Carnaroli di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, aggiungete un pizzico di sale e sfumate con del vino bianco secco. Lasciate evaporare completamente il vino, quindi aggiungete il brodo caldo preparato precedentemente con sedano, carota e cipolla. Fate cuocere per 12 minuti, quindi aggiungete solo i fiori della lavanda. Portate a cottura per altri 4 minuti, quindi spegnete il fuoco e mantecate con del parmigiano grattugiato e due cucchiai di mascarpone.

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Locanda del Gallo Storto

via Borgo Inferiore, 4

Masserano (Biella)

www.facebook.com/locandadelgallostorto

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Risotto ai fichi con S. Andrea di Baraggia DOP e Toma Piemontese DOP

Il dolce richiamo dei fichi a Settembre in una ricetta che ha corpo e sapore.

Autore: Valentina Masotti del blog Ricette e Racconti di Riso

Ingredienti per 3 persone

  • 250 gr di riso S. Andrea di Baraggia DOP
  • brodo vegetale
  • 2 fichi freschi
  • una fetta di Toma Piemontese DOP stagionata
  • olio extravergine di oliva
  • vino bianco secco
  • sale e pepe
  • un rametto di origano fresco
  • foglioline di basilico
  • fiori di campo per decorare

Preparazione

Fate tostare il riso S. Andrea di Baraggia DOP in una pentola con un filo d’olio. Aggiungete un po’ di sale e di pepe, quindi sfumate con il vino bianco. Lasciate consumare completamente il vino, quindi versate il brodo bollente fino a coprire tutta la superficie del riso. Lasciate cuocere per 14 minuti e aggiungete la toma tagliata a dadini a fuoco spento, mescolando energicamente. Versate il riso nel piatto e decorate delle fettine di fico con la sua buccia, dopo averlo naturalmente lavato e asciugato. Aggiungete qualche fogliolina di  origano fresco e di basilico e se volete decorate con dei fiori di campo edibili.

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risò festival del riso

Risò, il Festival del Riso a Vercelli mette l’accento sul Riso DOP di Baraggia

Il 14, 15 e 16 Settembre Risò, il Festival del Riso, propone un Mercato di eccellenze DOP e IGP del Piemonte e un Ristorante dove degustarle in piazza Zumaglini a Vercelli.

Durante Risò si potranno assaggiare prelibati risotti della tradizione locale e della cucina italiana, preparati con il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, prima e unica DOP del riso in Italia. Al mercato del Festival del Riso ci saranno anche i formaggi Toma Piemontese DOP e Castelmagno DOP, presentate da Assopiemonte DOP & IGP, le carni piemontesi del Consorzio Carni Qualità Piemonte, oltre ai vini DOC e DOCG del territorio, dall’Erbaluce di Caluso ai Nebbioli dell’Alto Piemonte.

Scopri il Menù sul sito del Festival Del Riso.

Il Consorzio di Tutela della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese ha organizzato inoltre un Blog Tour alla scoperta della Baraggia. Sono 7 i blogger e i giornalisti che parteciperanno, provenienti da Piemonte e Lombardia: Chiara Caprettini del blog Nord Food Ovest Est, Irene Prandi del blog StuzzichevoleBarbara Frigerio del blog Divertirsi ai Fornelli Sara Bosco del blog I sapori di BLaura Gobbi Giornalista Radio Gold, Gerardo De Santo del blog Cucinando e Risottando,  Valentina Masotti del blog Ricette e Racconti di Riso.

Il venerdì sera gli ospiti prenderanno parte all’inaugurazione, alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Giorgio Ferrero e del Sindaco di Vercelli Maura Forte, seguita dal Convegno dal titolo “TERRA, ACQUA E RISO: RISORSE E PRODOTTI DI QUALITÀ, che si terrà alle 17.30 al Salone Dugentesco, via Ferraris 91-95 (per il programma completo clicca qui).

Il sabato si parte da Vercelli per arrivare a Buronzo e visitare risaie in cui si coltiva il riso DOP, arrivato a maturazione. Si prosegue per l’invaso della Ravasanella, a Roasio, che consente l’irrigazione del riso DOP, fino alla Riseria di Rovasenda per approfondire la lavorazione del riso una volta raccolto. Il pranzo è previsto a Vercelli, nel Ristorante di Risò, mentre il pomeriggio sarà dedicato ad una lezione didattica a cura dei Sommelier del Riso di Acquaverderiso e al cooking show ospitato da Casa Verdi e tenuto dallo chef Gianluca Boda del Ristorante La Rada.

La domenica toccherà alla Strada del Riso Vercellese di Qualità condurre i visitatori di Risò verso la campagna, con un bike tour e la visita alla Cascina Drusiana di Casanova Elvo (prenotazioni direttamente sul sito della Strada).

Vi aspettiamo numerosi questo week end a Risò, il Festival del Riso a Vercelli!

Seguite e utilizzate l’hashtag #FestivalDelRiso

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